Psicoterapia

/Psicoterapia
Psicoterapia 2017-11-24T12:17:19+00:00

Il mio approccio

Come psicoterapeuta cognitivista post-razionalista non pretendo di modificare singoli modelli comportamentali o singoli convinzioni disfunzionali. Al centro del mio lavoro terapeutico ci sono i processi emotivi come elementi strutturanti del sé nell’esperienza immediata che facciamo della realtà.

Le emozioni non le considero un sottoprodotto delle convinzioni, ma hanno un vero valore conoscitivo.
Ritengo siano centrali le dinamiche affettive.

Le persone nel loro processo di adattamento evolutivo all’ambiente sono viste come soggetti che attivamente elaborano e organizzano la propria realtà.
La mente è vista come costruttrice di significati. Il significato è ciò che da un senso di continuità e di coerenza alla nostra vita.

 

 

Aree di intervento

  • Disturbi d’ansia: attacchi di panico, fobie, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post traumatico da stress
  • Depressione e disturbi dell’umore
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, obesità
  • Gestione ed elaborazione di eventi dolorosi: lutti, separazioni
  • Problemi di crescita personale, di scarsa autostima
  • Difficoltà inerenti la sfera sessuale
  • Disagi emotivi-relazionali
  • Disagio adolescenziale
  • Difficoltà emotivo-relazionali
  • Difficoltà scolastiche e orientamento scolastico
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità)
  • Sostegno alla genitorialità

 

 

Breve introduzione teorica all’approccio post-razionalista

È un orientamento basato sui presupposti epistemologici del razionalismo critico, e dell’epistemologia evolutiva, e della centralità che viene attribuita alle emozioni all’interno del processo di conoscenza umano.

Nell’empirismo esiste una realtà esterna unica e oggettivamente data che un osservatore imparziale, sulla base delle impressioni sensoriali che ne riceve (corrispondenti a una sorta di istantanea di questa realtà) può avvicinare a ricostruire in quanto tale l’ordine oggettivo nel quale viviamo.

Ogni osservazione riflette sempre se stessa, e cioè l’ordine percettivo su cui si basa piuttosto che le qualità intrinseche dell’oggetto percepito. C’è un mutamento sostanziale della prospettiva osservatore/osservato, che comporta una riformulazione della visione di organismo (capacità di autoregolazione e di mantenimento della propria identità di sistema). L’epistemologia evolutiva ha messo in evidenza che la conoscenza non è soltanto attività cognitiva, cioè legata al pensiero e quindi alla logica e alla razionalità, ma è anche e sopratutto attività motoria e emotiva, e quindi legata a meccanismi taciti e analogici.

L’obiettivo della terapia non è tanto che il paziente cambi emozioni a tutti i costi, quanto piuttosto che egli divenga consapevole del suo modo di elaborare convinzioni; il terapeuta fin dall’inizio orienta l’attenzione del paziente verso la graduale ricostruzione e comprensione delle regole sintattiche di base che governano gli aspetti invariati delle emozioni, e delle rappresentazioni critiche. All’inizio della terapia questa strategia è portata avanti mediante tecniche di auto–osservazione prevalentemente focalizzata sul qui e ora, e mano a mano che si va avanti essa si estende fino a comprendere la ricostruzione delle storie di sviluppo personale.

Far ripercorrere più volte al paziente la sua storia di sviluppo è, senza dubbio, il processo che consente di ottenere il maggior livello possibile di distanza o decentramento nei confronti di certi schemi emozionali e cognitivi fortemente connessi al proprio senso di sè. I nuovi livelli di consapevolezza che in questo modo vengono gradualmente ad emergere avviano nuove organizzazioni nei dati passati che a loro volta innescano ulteriori processi di comprensione e così via.

 

Percorso lavorativo

Nel mio lavoro di psicoterapeuta individuale mi sono occupata di patologie come gli attacchi di panico, la bulimia, l’anoressia, la depressione, gli esordi psicotici, i disturbi d’ansia, le difficoltà relazionali, o anche di fenomeni più complessi e apparentemente incomprensibili. Ma siccome nel comportamento o nella psiche niente accade senza la partecipazione del corpo, mi interesso anche di disturbi psicosomatici, cioè di quei problemi in cui il corpo sembra sapere ciò che la mente non può dire.

Presso l’Ufficio Psicopedagogico del Comune di Roma

ho iniziato alcuni anni fa una attività di consulenza ai genitori, integrando interventi psicoterapeutici e psico-educativi. In particolare mi sono concentrata sulla prevenzione dei disturbi psicologici, perché i bambini piccoli che vivono in famiglie che si trovano momentaneamente in difficoltà o sotto stress, o i cui membri manifestano disturbi mentali o dipendenze patologiche, rischiano di essere oggetto di cure genitoriali caratterizzate da imprevedibilità, trascuratezza o abusi. In queste situazioni lo stress del bambino, oltre ad esprimersi attraverso le relazioni che intrattiene con i pari e gli adulti, può anche sfociare in disturbi psicosomatici, respiratori e asma, e in cambiamenti della struttura e della funzione di alcune aree cerebrali, particolarmente preoccupanti nella prima infanzia quando il cervello è estremamente sensibile all’esperienza.

Mi sono anche occupata di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare dando vita a un servizio di aiuto e supporto a genitori di bambini che non vogliono mangiare o mangiano troppo.

Il lavoro psicoterapeutico è centrato sui processi emotivi, elementi strutturanti del sé, e su tutta l’esperienza immediata che facciamo della realtà, sempre un passo avanti rispetto alle necessità di un suo riordinamento concettuale, esplicito, logico e razionale. I disturbi psicologici (depressione, disturbi dell’ansia, alimentari, psicotici, …) e psicosomatici sono intesi come processi strategicamente organizzati che permettono di sentirci più sicuri in contesti pericolosi.
La nostra mente costruisce continuamente significati, intesi come ciò che dà un senso di continuità alla nostra vita, che non sono una corrispondenza logica tra noi e il mondo, un semplice dato di fatto, ma hanno a che fare con il nostro sentirci noi stessi nella pienezza della nostra esistenza. Ripercorrendo insieme al paziente i momenti di vita connessi all’esordio dello scompenso clinico, ricostruiremo lo sbilanciamento affettivo che coinvolge le sue relazioni più significative, lavorando sull’incapacità di riconoscere e regolare emozioni complesse.

 

Per gli adulti e adolescenti

AREE DI INTERVENTO:

  • Disturbi d’ansia: attacchi di panico, fobie, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post traumatico da stress
  • Depressione e disturbi dell’umore
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, obesità
  • Gestione ed elaborazione di eventi dolorosi: lutti, separazioni
  • Problemi di crescita personale, di scarsa autostima
  • Difficoltà inerenti la sfera sessuale
  • Disagi emotivi-relazionali
  • Disagio adolescenziale
  • Difficoltà emotivo-relazionali
  • Difficoltà scolastiche e orientamento scolastico
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità)
  • Sostegno alla genitorialità
  • Disturbi psicosomatici

Alimentazione, bambini e genitorialità

A volte i bambini in età prescolare hanno difficoltà a nutrirsi adeguatamente. Le difficoltà più comuni sono quelle in cui i bambini o rifiutano il cibo o mangiano principalmente dolciumi, merendine… Di solito si comincia a dare più importanza al problema quando il bambino mostra un deficit di crescita.

In alcuni contesti quando il bambino è in sovrappeso è considerato molto positivo, in altri ci si preoccupa. Senza dubbio il parere del pediatra è sempre fondamentale, ma è altrettanto importante l’intervento dello psicolgo psicoterapeuta mirato a:

  • modificare quelle dinamiche relazionali stabilitesi tra genitori (nonni, babysitter,…) e il bambino/a che mantengono il problema;
  • scoprire quali sono i bisogni del bambino in quella specifica fase evolutiva;
  • decodificare i messaggi del comportamento del bambino, che cambiano man mano che cresce.

Il ruolo dei genitori in queste fasi iniziali è fondamentale, e la loro disoponibilità a mettersi in discussione è fondamentale nel successo del trattamento.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA BROUCHURE “ALIMENTAZIONE PER BAMBINI”